Dal 1979 l'attività dello studio è stata caratterizzata da una visione dell'architettura finalizzata al costante dialogo tra l'uomo e la natura, dove il contenitore abitativo diviene l'artificio per esperire il contesto in cui l'essere umano vive ed opera. Una progettualità ispirata ad una architettura organica dove la dominante è il dialogo uomo-ambiente. Il gesto architettonico fine a se stesso cede il passo ad un giusto equilibrio tra ambiente e scienza architettonica, creando un connubio che permette all'uomo di godere pienamente dello spazio abitativo senza esserne condizionato. Questo approccio metodologico, dopo aver trovato consenso nell'edilizia civile ed alberghiera, ha favorito l'aquisizione di una maggiore sensibilità progettuale che ha permesso a metà degli anni novanta di dedicarsi quasi completamente allo sviluppo nell'ambito socio-assistenziale e sanitario di importanti progetti ispirati ad una nuova modalità di intendere l'abitare dell'anziano o della persona con handicap, con la convinzione diventata nel tempo certezza che  l'uomo deve essere sempre al centro del progetto nei diversi scenari abitativi a cui la vita lo porta.